Parchi naturalistici

torta

Associare turismo e natura non sempre nella storia del turismo richiama immagini positive. L’avvento del turismo di massa ed il concetto di sostenibilità di nascita tardiva hanno determinato per alcuni luoghi la perdita di quel sottile equilibrio naturale fra flora e fauna caratterizzante un territorio. La nascita dei parchi naturali almeno inizialmente non contemplava scopi turistici e al tutt’oggi gli aspetti naturalistici mal si conciliano con i piedi di una moltitudine di turisti. Non a caso esistono delle aree tutelate che presentano diversi percorsi non percorribili sulla base dell’incidenza negativa di estranei (i turisti) sull’ambiente, al fine di conciliare rispetto, salvaguardia e conoscenza di un territorio e della rispettiva flora e fauna (concetto noto come zonizzazione).

Storicamente, il merito di considerare i parchi naturali quali occasioni per tutelare l’ambiente va attribuito agli europei nella cui storia i parchi naturali hanno antecedenti nei boschi sacri romani, nei boschi reali, nei codici di utilizzo delle foreste e nelle riserve di caccia destinate ai sovrani. Da queste ultime hanno origine in Italia il Gran Paradiso e il Parco Nazionale dell’Abruzzo.

Sono gli americani però gli inventori di questa tipologia di prodotto e della vacanza associata. Nonostante nel ‘600 i diari di viaggio degli inglesi descrivessero come aride e deserte le terre americane (ma anche orrende o selvagge), un sano romanticismo ottocentesco iniziò a connotare di diversi (e più miti) aggettivi la natura incontaminata. In questo clima generale, due particolari fattori nel territorio americano (per restare in tema) resero fertile il terreno portando alla nascita dei parchi naturali: il desiderio di conservare qualcosa della propria carente cultura (ovviamente considerando quella a partire dall’arrivo degli europei sul continente) e quello di tramandare ai posteri le bellezze di alcuni territori e tutta la loro asprezza in cui i temerari, primi, pionieri “americani” coltivarono le loro terre seminandole con le loro speranze.

La Yosemite Valley (1864), lo Yellowstone (grande circa quanto la Sardegna! – 1872) e le Cascate del Niagara (1885) vennero tutelate affinché la gente potesse beneficiarne e goderne.

Tuttavia, la tutela di cui parliamo non era relativa all’ambiente, quanto ai due fattori precedentemente menzionati: flora, fauna e miniere rimasero oggetto di sfruttamento per fini economici fino alla legge sui parchi nazionali nel 1916 ed agli interventi di Theodore Roosevelt che istituì anche la prima riserva federale.

Nella sezione Parchi Naturalistici è possibile consultare i case studies relativi.

Fonte immagine: http://www.parcoetna.it/ sezione Area Protetta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...